Il testimonial

Marcia Theophilo

Poetessa - Testimonial UNESCO della Biodiversità - Candidata al Premio Nobel per la Letteratura

Marcia Theophilo è nata a Fortaleza in Brasile. Rappresenta l'Unione Brasiliana di Scrittori in Italia. Fra i numerosi premi ricevuti: "Nactional de Contos Editoria, 1969"; "Minerva, '83"; "Città di Roma, '92"; "Premio Fregene per la Poesia, '96"; "Nuove Sant'Egidio 2000"; "Carsulae: Prix international E.I.P. Jacques Muhlethaler 2005 per la poesia", "I diritti umani e la natura"; "Leggere per conoscere - Un libro per la Scuola, un Autore per domani, 2006"; "Un bosco per Kyoto", e dal 2009 ne è membro della giuria; "Premio Green Book", 2010 per il libro "Amazzonia sempre"; "Premio Il senso di una vita", alla carriera, 2011.
Ha pubblicato numerosi libri tra i quali: Os convites; Gli indios del Brasile; Bahia terra marina; Catuete curupira; O Rio, O Passaro; Dds Nuvens; Io canto l'Amazzonia, Amazon Sings; Tutti i fiumi della Terra - Todos os rios da terra; Amazzonia respiro del mondo, Passigli ed.; Amazzonia madre d'acqua, Passigli ed., 2007; Pjesme/Poemas, Croatian P.E.N. CENTRE, Zagreb; Amazonas Varldens andetag-2 Kronors forlag, Hoor; Amazzonia sempre, Darwin ed., patrocinato dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO, Amazzonia oceano di alberi, Tracce editrice, 2011.
Ha ricevuto da Fulco Pratesi il Premio Panda come testimonial di biodiversità e del WWF Italia. Lectio magistralis al salone del Libro di Torino 2011, stand del Senato della Repubblica sul tema "Natura e nuova economia". Nel settembre 2011 ha ricevuto il premio Lerici Pea alla carriera.

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Madre d'acqua

di Marcia Theophilo

Acqua, pensavi di dormire
nel nido della terra
ma così non fu
torrida estate
sei spessa, solida, liquida
sei viva, ma non lasciarmi
non so vivere senza di te.
I sogni vanno alla deriva
su un’isola di colori
scavando l’anima e guardando la luna
inondata dall’acqua
La pioggia ha sapore amaro
sassi, foglie e nuvole
nuvole carnose
pioggia, perché non sei più dolce come prima?
E l’anima dell’acqua diviene vento
ondeggia il vento tra le foglie
erano sparsi per il bosco
suo era il corpo di muschio
quando acqua e vento s’incontrano
nasce un fiore nel ventre della terra
mormora il vento fra le foglie
voci lontane evocando
assumono i colori della notte.
Foglie che si moltiplicano a altre foglie
io voglio il verde che generoso si rinnova
tutto ritorna all’essenza primordiale
le foglie crescono e cadono dagli alberi
triangoli e quadrati sparsi al suolo
acque fresche che offrono ristoro
avvolte dal profumo dei fiori
e delle siepi selvatiche
ecco, fiume sconfitto,
io voglio cantare il tuo dolore. Qualcosa di vago
fumo e sapori somiglianti
Sei ancora vivo, utero pulsante
non dimenticare il tuo passato di fiume
pieno di pesci, nella tua voce forte
di quell’azzurro, racconta:
ci sono nuvole nel mondo
che si sciolgono in veleni
nuvole nere sul mondo
come braci d’incendio
e nuvole di polvere.